Dermatologia

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DERMATOSCOPIA – EPILUMINESCENZA

Il controllo dei nei è diventato negli ultimi anni uno strumento indispensabile nella prevenzione dei tumori cutanei melanoma e non-melanoma. L’epiluminescenza, nota anche come dermatoscopia, è una tecnica diagnostica oramai collaudata che offre un importante ausilio nella prevenzione di diverse patologie cutanee, pigmentate o meno.

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È una metodica totalmente non invasiva. L’analisi viene effettuata con il dermatoscopio ottico, uno strumento che permette di analizzare la struttura morfologica della lesione e di individuare le strutture interne che la costituiscono.

Il dermatoscopio è supportato da una lente illuminata che irradia la parte con un raggio incidente; più precisamente, la sorgente luminosa che colpisce la cute è collegata a una telecamera o a un microscopio che consentono di analizzare alcune ultrastrutture sia pigmentarie che vascolari in grado di individuare dei pattern specifici. Inoltre, gli strumenti digitali consentono di conservare le immagini e di poterle quindi confrontare nei controlli successivi.

L’epiluminescenza si usa nel riconoscimento di tutti i tumori cutanei, dal melanoma ai carcinomi cutanei e alle cheratosi attiniche, dai dermatofibroma ad altre forme tumorali non melanocitarie.

L’elevata accuratezza diagnostica dell’epiluminescenza e la sua non invasività, associate alla praticità d’utilizzo e all’economicità della metodica, sono caratteristiche che hanno permesso di conferire alla dermatoscopia il primato tra le tecniche di riconoscimento non invasivo di affezioni dermatologiche di varia entità.

AUTOESAME ABCDE

L’autoesame è una metodica semplice ed efficace per aumentare l’attenzione nei confronti dei propri nei e valutare cambiamenti o nuove lesioni. Lo schema utilizzato si chiama ABCDE e indica:

ASIMMETRIE rispetto all’asse principale della lesione

Alterazione dei BORDI

Alterazione del COLORE, non omogeneità, aree rossastre o zone più scure

DIMENSIONI in accrescimento o superiori ai 6 mm

EVOLUZIONE

In realtà, la combinazione di tutti i fattori precedenti deve fare aumentare l’attenzione nei confronti di una lesione melanocitaria sospetta. Ricorda, inoltre, di controllare anche figli, mariti, compagni, amici!

CHIRURGIA DERMATOLOGICA

Dermatologist removes mole electrocoagulation method.

La chirurgia dermatologica si occupa dell’asportazione di lesioni cutanee benigne e maligne che non possono essere trattate con metodiche alternative.

Il dermatologo che si occupa di chirurgia segue delle procedure standardizzate che prevedono:

  • un’attenta anamnesi del paziente,
  • la scelta della tipologia di anestesia locale da somministrare, se tronculare o per infiltrazione diffusa,
  • la scelta del farmaco adeguato al singolo caso.

L’asportazione può essere semplice, diretta, o avvenire con l’ausilio di tecniche di rotazione di lembi nei casi in cui le lesioni abbiano grandi dimensioni o siano in zone particolari in cui l’asportazione semplice non è possibile. La scelta di suture adeguate permetterà nella maggior parte dei casi di ottenere un ottimo risultato estetico. Infine, importantissima nella procedura, è l’effettuazione dell’esame istologico con cui il dermatopatologo confermerà la diagnosi posta dal dermatologo. Successivamente, il dermatologo curerà il decorso della cicatrice ottenuta con svariate metodiche strumentali per ottenere la quasi totale scomparsa delle lesioni.

TRATTAMENTO DELLE CICATRICI

Il trattamento delle cicatrici, qualunque sia l’origine – dalle chirurgiche alle cicatrici post acneiche – vede la terapia divisa in più momenti importanti. Nella fase precoce, infiammatoria, la terapia sarà domiciliare con derivati siliconici e sostanze antiinfiammatorie e saranno utilizzate principalmente le luci LED o i laser vascolari, mentre nelle fasi successive verranno fatte applicazioni con laser ablativi CO2 e con strumenti a luce pulsata per il rimodellamento del derma.

DERMATOLOGIA PEDIATRICA

Doctor dermatologist examines  child patient birthmark close up. Mole checkup

Dal neonato al bambino prepubere, la dermatologia pediatrica costituisce una parte importante della dermatologia clinica.

Molti disturbi dell’adulto presentano il loro esordio già in età pediatrica, con manifestazioni diverse che spesso vengono etichettate come dermatiti aspecifiche.

Dalla dermatite atopica, alla dermatite seborroica e alla psoriasi, l’incidenza di queste patologie in età pediatrica non è trascurabile e devono essere seguite accuratamente e trattate con terapie mediche e cosmetiche supportate dall’alta tecnologia: UVB NARROW band, LED, veicolazione transdermica e ancora studi nutrizionali e nutricosmeceutici per un approccio globale.

I bambini, dal lattante sino all’adolescenza, hanno una pelle estremamente delicata e soffrono spesso di piccole alterazioni che danno prurito e fastidi vari.

Nei bambini troviamo, inoltre, diverse patologie presenti anche nell’adulto. Una delle più frequenti è la Dermatite Atopica. È una malattia infiammatoria cronica che può comparire nel lattante e può persistere sino a tarda età, con manifestazioni diverse ma con costanza di secchezza, infiammazione e prurito intenso.

Alla base della dermatite vi sono un insieme di fattori genetici, immunologici e spesso anche ambientali che causano un’alterazione della permeabilità della barriera cutanea, con perdita di acqua e penetrazione di batteri ed allergeni che aumentano l’infiammazione.

Inoltre, vi è una esagerata risposta immunitaria con liberazione di sostanze che scatenano ulteriormente il prurito e innescano un circolo vizioso in cui il bambino non riesce a smettere di grattarsi.

Generalmente uno o entrambi i genitori ne soffrono o ne hanno sofferto in passato, a volte senza individuare la causa della dermatite. Bambini e adulti dovranno selezionare abbigliamento in cotone e ridurre il contatto diretto con fibre irritanti, dovranno curare l’alimentazione in maniera specifica riducendo i cibi pro-infiammatori, come in tutte le patologie dermatologiche e dovranno rivolgersi al dermatologo per le cure specifiche.

Attualmente vengono utilizzati diversi farmaci e cosmetici per mantenere il controllo della malattia, oltre anche all’utilizzo di speciali lampade (UVB Narrow Band).

ACNE

L’acne colpisce i ragazzi, maschi e femmine, e meno frequentemente le donne in età adulta. Le manifestazioni sono variabili in intensità e numero, dalla seborrea cioè la cosiddetta pelle grassa, ai punti neri, alle papule sino ad arrivare a formazioni pustolose importanti.

Spesso tutti questi sintomi coesistono e, benché non si possa parlare di una patologia grave, l’impatto su chi ne soffre può essere realmente devastante. È una patologia multifattoriale in cui diversi fattori, combinandosi tra loro, ne determinano gravità e persistenza. Fattori genetici, ormonali, alimentari, stress, intolleranze al lattosio o al glutine, variamente combinati danno origine a quadri clinici di diversa entità. Oggi abbiamo a disposizione terapie mediche e cosmetiche e inoltre tecnologie che curano la componente infiammatoria e le eventuali cicatrici. Dai peeling, alle maschere, ai laser e alla luce pulsata, possiamo impostare protocolli di cura personalizzati.

KLERESCA

La Kleresca, o fotobiomodulazione, è una nuova tecnologia che consente di ridurre i tempi di terapia e combina un’azione sulla componente infiammatoria con la prevenzione degli esiti cicatriziali. Sulle cicatrici residue, dopo aver stimolato e preparato il derma con la veicolazione transdermica, utilizzeremo il laser CO2 che svolge un’azione eccellente di rimodernamento dermico.

MASCHERE

Così come i peeling anche le maschere occlusive in polivinile svolgono un ruolo importante nella terapia di diverse patologie e di diversi inestetismi.

Nel nostro studio utilizziamo, da più di 15 anni, maschere variamente miscelate fra di loro per il trattamento di acne, rosacea, dermatite seborroica, melasma, antiageing e molte altre situazioni in cui è necessario personalizzare il trattamento con principi attivi altamente concentrati e che possono essere utilizzati in diverse combinazioni non reperibili normalmente sul mercato. L’occlusione che crea il film polivinilico consente una totale penetrazione dei prodotti inseriti in ogni maschera rendendo il trattamento estremamente efficace. Il tempo di posa è generalmente di 20 minuti e subito dopo viene applicato un prodotto idratante e un filtro di protezione solare.

 PEELING

La tecnica dei peeling chimici, dal verbo to peel – sbucciare, è una tecnica utilizzata in dermatologia da moltissimi anni, con sostanze singole o multiple miscelate variamente e con finalità diverse.

Si distinguono peeling ad azione superficiale, media e profonda. Negli anni il peeling profondo è stato sostituito quasi completamente dall’utilizzo dei diversi laser, che hanno target specifici e minori effetti collaterali, mentre i peeling superficiali e medi vengono effettuati con grande frequenza e con ottimi risultati.

La finalità dei peeling non è solamente quella di accelerare il ciclo epidermico mediante una microesfoliazione controllata, ma anche quello di ottenere un’attivazione del metabolismo del derma superficiale mediante la produzione di particolari citochine pro-attivatrici. Allo stesso modo, si ottiene una diminuzione della concentrazione di granuli di melanina nello strato basale dell’epidermide avendo così un’azione schiarente. La pelle risulterà più omogenea, più luminosa e più compatta con un effetto anche sulla micro-rugosità.

Ottimi risultati si ottengono inoltre con particolari sostanze nel trattamento dell’acne attiva e delle cicatrici da acne, della dermatite seborroica e della rosacea, del melasma o cloasma e in tutte le alterazioni pigmentarie secondarie a infiammazione.  Per prima cosa verrà dunque effettuata la diagnosi e scelto il peeling più efficace nella singola situazione, nel tempo le sostanze potranno essere modificate a seconda della progressione del risultato.

Fra le varie sostanze utilizzate citiamo: l’acido retinoico e l’acido glicolico, entrambe hanno un’azione esfoliante, schiarente, di controllo della seborrea e di rimodellamento dermico. Sono molto utilizzate nell’acne, nella rosacea e nel melasma.

L’acido azelaico ha un’azione battericida e antiradicalica molto marcata, svolge inoltre un’attività sebonormalizzante e antiandrogena. Molto utili anche l’acido cogico, inibente la tirosinasi, la dopacromo tautomerasi e l’acido fitico. Per ultimo, il ruolo della Vitamina C sulla tirosinasi e sulla Superossidodismutasi.

TERAPIA FOTODINAMICA (PDT)

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La terapia fotodinamica è una metodica non invasiva che consiste nell’utilizzo di una sostanza fotosensibilizzante per uso topico o sistemico, attivata da una luce che emette una luce rossa con una specifica lunghezza d’onda.

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Mediante fenomeni fotofisici, fotochimici e fotobiologici la combinazione fra sostanza e luce provoca la morte delle cellule che hanno accumulato maggiormente il farmaco sensibilizzante, cosa che avviene in cellule a rapida crescita come in alcuni tumori cutanei epiteliali, basaliomi e cheratosi attiniche o in patologie infiammatorie nel caso dell’acne e della rosacea.

Ottimi risultati si ottengono anche nel “ringiovanimento”, specie se viene effettuata una terapia combinata.

Le stesse lampade utilizzate nella PDT, rossa e blu, possono essere applicate senza l’uso del fotosensibilizzante in svariate patologie, dall’acne alla caduta dei capelli e nell’invecchiamento. Viene così effettuato il trattamento di biofotomudulazione in cui le luci stimolano direttamente l’organo bersaglio con attività antiinfiammatoria, plastica e antirughe.

LED

In ambito dermatologico il “mondo delle luci” costituisce una possibilità terapeutica importante nella cura di molte patologie ed inestetismi cutanei. Il termine Fotoringiovanimento descrive un’azione anti invecchiamento globale esplicata dall’utilizzo di sorgenti luminose diverse, a volte combinate, che mediante un’azione di stimolazione diretta e indiretta inducono la produzione di collagene da parte dei fibroblasti. La stimolazione avviene generalmente in più sedute, in genere tre sono sufficienti per ottenere un considerevole incremento dell’attività metabolica, della produzione di collagene, elastina e acido jaluronico endogeno. Tutto questo si traduce in un tessuto compatto con un incremento del tono, della rugosità e della texture, non solo del volto ma anche del collo e del décolleté.

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ONICOMICOSI

L’infezione fungina delle unghie è una delle problematiche dermatologiche più diffuse. Una o più unghie, principalmente dei piedi, possono essere interessate dall’infezione che tenacemente resiste a trattamenti topici a volte anche prolungati.

L’applicazione del laser NDYAG, a supporto dei trattamenti tradizionali, riduce drasticamente il tempo di trattamento di queste infezioni: con quattro/cinque sedute la percentuale di guarigione risulta essere elevatissima.

Non sempre è necessario effettuare un esame colturale delle unghie infette anche perché non sempre i risultati sono veritieri.

LESIONI PIGMENTATE

Nel trattamento delle macchie cutanee grande importanza deve essere data inizialmente alla diagnosi della lesione da trattare: in alcuni casi, infatti, è consigliabile effettuare una biopsia per escludere una lesione pigmentaria maligna mentre in alcuni casi la diagnosi clinica sarà sufficiente per procedere tranquillamente all’asportazione laser.

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Le strumentazioni utilizzate in questo caso saranno il laser 532 nm Q-switched e la luce pulsata per il trattamento delle macchie chiare e diffuse.

Spesso i trattamenti dovranno essere combinati per ottenere un effetto globale di miglioramento generale della pigmentazione della pelle oltre all’asportazione della singola macchia.

ROSACEA

Rosacea

La rosacea è una malattia cronica infiammatoria a eziologia multifattoriale che interessa prevalentemente soggetti adulti.

Fattori genetici, ambientali e legati alle abitudini di vita contribuiscono al manifestarsi della malattia con diversa importanza clinica.

L’esordio della malattia è generalmente caratterizzato da rossore diffuso sulla parte centrale del volto a carattere intermittente, i cosiddetti flushing. In questo stadio parliamo di eritrosi e la malattia viene scatenata da fattori diversi quali la temperatura, le emozioni, il cibo piccante, gli alcolici e cosi via. In questa fase gli episodi sono ricorrenti e sempre più frequenti nel tempo.

Progressivamente si possono formare fini teleangectasie (capillari di calibro maggiore) che interessano inizialmente la zona del naso e delle guance e che sono permanenti, per poi interessare anche altre zone del volto e del collo con una contemporanea tendenza all’aumento della seborrea. Successivamente, possono formarsi lesioni pruriginose e dolenti, nella forma papulo pustolosa, che possono interessare tutto il volto. La rosacea tende ad avere un decorso progressivo con tempi e gravità di progressione molto diversi a seconda dei casi e dei fattori scatenanti fra i quali ricordiamo il fumo, l’alimentazione, gli alcolici, l’esposizione solare e, nel caso delle donne, la menopausa.

Si è inoltre evidenziato un collegamento con l’infezione gastrica da Helicobacter Pylori che, liberando nitrati e conseguentemente ossido nitrico, peggiorerebbe di molto la componente vascolare della malattia. Se non adeguatamente trattata la malattia può progredire con la formazione di ipertrofie localizzate, principalmente del naso, e con un interessamento anche oculare.

La tendenza della malattia è ciclica, con miglioramenti e peggioramenti i cui intervalli dipendono dai fattori detti prima e dalla assiduità nelle terapie. Spesso, specialmente nelle prime fasi e da medici poco esperti, può essere confusa con altre patologie cutanee e questo può rallentare l’inizio della terapia adeguata. La gestione terapeutica è complessa e viene impostata a seconda dello stadio in cui si manifesta.

Sono utilizzati farmaci per bocca e farmaci topici, cosmetici che attenuano e gestiscono efficacemente l’infiammazione, peeling e maschere ad azione antiseborroica e ridensificante il derma superficiale e infine l’alta tecnologia con l’uso combinato di terapia fotodinamica e laser vascolari per eliminare le teleangiectasie e ridurre l’infiammazione. L’uso del laser CO2 è invece limitato alle terapie del “fima” cioè delle ipertrofie del naso. Come sempre la terapia vincente è quella combinata che agisce sinergicamente nei confronti di tutti gli aspetti clinici ed eziologici della malattia.

VITILIGINE

La vitiligine si manifesta con la presenza di chiazze ipopigmentate, diffuse o numericamente limitate in diverse zone del corpo, che vengono classificate in tre diversi sottogruppi: segmentate, non segmentate e non classificate. L’eziologia non è ben conosciuta, sicuramente sappiamo che spesso più persone in una famiglia ne sono affette e quindi probabilmente sono coinvolti i geni che si associano alla biosintesi della melanina.

Così come, in una percentuale elevata di casi, i pazienti affetti presentano altre malattie autoimmunitarie tiroidee, la gastrite atrofica, l’alopecia areata, l’anemia, la celiachia e molte altre patologie sempre su base autoimmunitaria. Oltre all’ipotesi autoimmune vi sono però altre evidenze che indicano lo stress ossidativo come elemento scatenante la malattia, ma anche l’ipotesi neurogenica, quella virale e del deficit di una proteina associata allo sviluppo dei melanociti. Ad oggi, anche nella terapia vi sono delle evidenze ormai codificate e altre che non hanno un sostegno scientifico sufficiente. Sicuramente la terapia corticosteroidea topica e con gli inibitori della calcineurina sembra essere una delle terapie più accreditate, come anche l’uso di antiossidanti per bocca, mentre da un punto di vista strumentale gli UVB a banda stretta e il laser sono sicuramente obbligati in un programma terapeutico della vitiligine.

MELASMA

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È un’alterazione della pigmentazione del volto che interessa principalmente giovani donne di qualsiasi razza. Si manifesta con la comparsa di estese ed estremamente antiestetiche macchie sul volto che coinvolgono, se non trattate progressivamente, una gran parte della superficie del viso. Iniziano spesso dal labbro superiore o dalla regione frontale media per poi estendersi.

Nella patogenesi troviamo l’uso di farmaci foto sensibilizzanti assunti prima o durante l’esposizione solare, vedi per esempio la pillola anticoncezionale, gli ormoni, i farmaci antidolorifici, ma anche le esposizioni solari sconsiderate in orari inappropriati e senza filtri di protezione.

Purtroppo il fenomeno una volta manifestato è ingravescente , non va via da solo e deve essere trattato in modo puntuale. Innanzitutto si dovrà fare rigorosamente attenzione agli orari di esposizione solare ma anche al caldo eccessivo che ugualmente può accentuare il problema. Ripararsi sotto l’ombrellone non è purtroppo sufficiente a bloccare le radiazioni solari, a meno che il tessuto non sia anti UV. Dovranno essere utilizzate creme di protezione solare molto alte e terapie topiche con prodotti specifici che, in relazione alle stagioni, contengano farmaci e cosmetici da prescrivere anche a seconda del tipo di pelle.

Infine, difficilmente potranno essere impiegati il laser o la luce pulsata vista la reattività dei melanociti, ma verranno effettuati dei protocolli in cui maschere, peeling e veicolazione trans dermica riusciranno ad avere la meglio su questo fastidiosissimo problema.

DERMATITE SEBORROICA

La dermatite seborroica è una malattia infiammatoria che può interessare tutte le età, dal lattante, all’adolescenza, all’età adulta. Spesso se compare nei bambini piccoli tende a cronicizzarsi, mentre la comparsa nella pubertà può esaurirsi nell’età adulta.

Ancora non del tutto conosciute le cause, sicuramente la tendenza familiare e la sensibilità alla Malassezia furfurche, è presente sempre in grande quantità nelle zone interessate dalla malattia quali  il cuoio capelluto, il volto, la regione presternale e i genitali. Fattori scatenanti sono lo stress, l’alimentazione ricca di grassi animali, gli alcolici, le patologie immunitarie e neurologiche, l’assunzione di alcune tipologie di farmaci, le alterazioni del sonno e le carenze di vitamine del gruppo B.

La sintomatologia si manifesta con eritema, con la presenza di squame giallastre e piccole croste che interessano principalmente le zone pilifere ma non solo. Caratteristico è l’interessamento del cuoio capelluto e delle sopracciglia, spesso è presente prurito.

Il trattamento è farmacologico e cosmetico, sia per bocca che topico, con una limitazione all’uso dei corticosteroidi che spesso vengono consigliati, dal farmacista o vengono autosomministrati, e che possono dare un brutto effetto rebound alla sospensione.

Fra i principi attivi impiegati: il Ketoconazolo, il Ciclopiroxolamina, lo zinco piritione (usati in shampoo, creme e lozioni) e ancora l’Alukina. Infine, molto utilizzate in casi particolarmente ribelli, le lampade LED e gli UVB a banda stretta, per ridurre l’infiammazione e dare immediatamente sollievo dal prurito e dalle altre manifestazioni cliniche.

PSORIASI

La psoriasi è una malattia cronica non contagiosa della pelle che si può manifestare su tutto l’ambito cutaneo in qualsiasi età. Si riconoscono alcune zone di predilezione, come il cuoio capelluto, le superfici estensorie degli arti, la regione lombare e i genitali.

Psoriasi

La psoriasi è una malattia cronica non contagiosa della pelle che si può manifestare su tutto l’ambito cutaneo in qualsiasi età. Si riconoscono alcune zone di predilezione, come il cuoio capelluto, le superfici estensorie degli arti, la regione lombare e i genitali. Già Ippocrate nel V sec. ne fornisce una descrizione molto accurata, segno della diffusione della patologia.

La malattia può essere molto limitata e non avere un grosso impatto sulla vita e sulla socialità delle persone, così come può invece essere estremamente invalidante per estensione e per il coinvolgimento articolare (cosiddetta psoriasi artropatia). Le cause della malattia non sono molto ben conosciute, sappiamo sicuramente che vi è una predisposizione ereditaria così come vi è una componente immunologica importante. Diversi fattori ne peggiorano il decorso fra cui il fumo, lo stress, l’alimentazione, le infezioni e in alcuni casi l’assunzione di alcuni farmaci.

Se ne distinguono diversi tipi di cui il più frequente è la forma psoriasica in placche, mentre le più invalidanti sono la forma eritrodermica e quella artropatica. Anche nella terapia abbiamo a disposizione diverse possibilità per la cura delle forme, dalle più lievi a quelle più importanti. Molti i farmaci utilizzati fra cui, per le forme con coinvolgimento articolare e per le formi non responsive ad altri farmaci, i  cosiddetti “farmaci biologici” che agiscono efficacemente nel controllo della malattia.

Nelle forme lievi e in quelle moderate sono molto validi anche i farmaci contenenti calcipotriolo, da solo o in associazione con un corticosteroide, e i prodotti cosmetici che aiutano il mantenimento dello spessore cutaneo svolgendo un ruolo cheratolitico. Molto utili infine gli UVB a banda stretta che agiscono sulla componente infiammatoria della malattia, diminuendo l’eritema e, nel tempo, il numero delle chiazze.

CAPELLI E ALOPECIA

Capelli e Alopecia

La perdita dei capelli, sia nell’uomo sia nella donna, può generare uno stato psicologico di insicurezza e ansia, specie nei giovani e nelle donne adulte. L’approccio terapeutico deve essere globale e partire da una diagnosi precisa con l’ausilio della dermatoscopia e di analisi ematologiche per escludere patologie concomitanti.

Nel caso di alopecie cicatriziali e non cicatriziali androgenetica maschile e femminile, aerata e telogen effluvium, la diagnosi è fondamentale per inquadrare l’alopecia e procedere con il trattamento opportuno.

La veicolazione transdermica e l’utilizzo delle luci Led a 633 manometri sono nuove terapie che si affiancano alle terapie mediche topiche e per via generale. La veicolazione transdermica altera momentaneamente la permeabilità del follicolo pilifero rendendo più efficace l’assorbimento dei principi attivi farmacologici e dei micronutrienti che vogliamo far penetrare senza uso di aghi. Subito dopo la seduta il paziente verrà sottoposto alla luce LED che agisce diminuendo l’infiammazione e stimolando la proliferazione delle cellule del bulbo. Le sedute vengono effettuate settimanalmente per un ciclo da stabilire in relazione alla situazione clinica.