Dermatologia oncologica

I tumori della pelle sono numerosi e alcuni hanno una incidenza molto alta: possono essere benigni o maligni. Negli ultimi anni hanno subito un aumento, sia per le mutate consuetudini nei confronti dell’esposizione solare e nella pratica di attività sportiva all’aria aperta, sia per la sempre più precoce accuratezza diagnostica.

Vengono classificati in lesioni melanocitarie, epiteliali e annessioni a seconda delle cellule da cui hanno origine. Possono essere più o meno frequenti e più o meno preoccupanti. In ogni caso è importante rivolgersi al dermatologo per poter attuare un piano terapeutico adeguato.

MELANOMA

Nel caso del Melanoma la terapia è solo ed esclusivamente chirurgica e vede nella diagnosi precoce l’alleata più importante per la sopravvivenza del paziente. Nella sezione di dermatoscopia troverete alcuni dettagli significativi sulle tecniche diagnostiche. Statisticamente il melanoma rispetto agli altri tumori cutanei è il meno frequente anche se rimane il tumore più temibile per l’alta incidenza di decessi quando diagnosticato in fasi avanzate. Dal punto di vista statistico, il numero delle lesioni individuate è aumentato negli ultimi anni grazie all’accuratezza e alla precocità della diagnosi. E per questo la mortalità è diminuita. Generalmente si manifesta con una lesione pigmentata, più o meno scura ma anche acromica o rosata, con una crescita spesso rapida e in alcuni casi può essere ulcerata e dare sanguinamento spontaneo. Si può inoltre manifestare anche in organi diversi dalla pelle come l’occhio, le meningi o il canale gastroenterico. Il melanoma non è un tumore frequente, ma ci sono dei fattori di rischio a cui porre particolare attenzione che sono: fototipi chiari di tipo I e II (i cosiddetti flavomelanici, quelli in cui ritroviamo pelle molto chiara e capelli rossi o biondi), la prolungata e intermittente esposizione al sole, l’uso frequente di lampade abbronzanti e le gravi scottature, soprattutto quelle riportate durante l’infanzia, e inoltre familiarità o pregresso melanoma. Diffidare quindi di lesioni a rapida crescita con gemizio di sangue.

TUMORI CUTALI EPITELIALI

Nel caso invece dei tumori cutanei epiteliali o Non Melanoma Skin Cancer, il più frequente è il Basalioma o Carcinoma Basocellulare. Insorge più frequentemente in zone fotoesposte nella mezza o tarda età o in particolari condizioni in cui vi sia una compromissione dell’immunità cutanea. Viene distinto in diverse forme a seconda del suo aspetto clinico che condiziona anche la tipologia di trattamento. In alcune forme la chirurgia è indispensabile, mentre in altre si tende sempre di più a effettuare una immunoterapia o la PDT, terapia fotodinamica, che ha il grande vantaggio di essere poco invasiva, molto specifica e di non lasciare cicatrici. È un tumore generalmente limitato alla pelle e le localizzazioni a distanza sono veramente eccezionali. I Carcinomi spinocellulari o Spinaliomi, invece, pur essendo dei tumori epiteliali presentano, in casi limitati, dei rischi di metastasi locoregionali. In questo caso, la diagnosi oltreché clinica potrà essere corredata da ulteriori accertamenti che ne escludano invasività a distanza. Proprio per le caratteristiche di maggiore aggressività la terapia è spesso chirurgica e solo in casi selezionati verranno pianificate terapie non invasive.

CHERATOSI ATTINICHE

Le cheratosi attiniche (AK) sono delle lesioni tumorali molto frequenti, precursori dei carcinomi spinocellulari in situ, che si manifestano prevalentemente in zone fotoesposte o in zone fotodanneggiate (cuoio capelluto, viso, collo e arti). Il sole, o meglio il danno solare, anche in questo caso gioca un ruolo fondamentale nell’etiopatogenesi. Le radiazioni UVA-UVB sono infatti le principali responsabili di mutazioni a livello del DNA. Le cheratosi attiniche appaiono come piccole papule o placche eritematose ricoperte da squame, ruvide e spesso dolenti al tatto. È fondamentale trattarle tempestivamente e attuare terapie anche cosmetiche che servano a limitarne prevenirne l’insorgenza o la ricomparsa, in quanto tendono ad evolvere in veri e propri carcinomi spinocellulari invasivi.

Molti altri tumori più rari corredano la lista del NMSC, tra questi il tumore di Merkel, il sarcoma di Kaposi e il dermatofibrosarcoma protuberans.

DERMATOSCOPIA-EPILUMINESCENZA

Il controllo dei nei è diventato negli ultimi anni uno strumento indispensabile nella prevenzione dei tumori cutanei melanoma e non-melanoma.

L’epiluminescenza, nota anche come dermatoscopia, è una tecnica diagnostica oramai collaudata che offre un importante ausilio nella prevenzione di diverse patologie cutanee, pigmentate o meno.

attrezzatura

È una metodica totalmente non invasiva. L’analisi viene effettuata con il dermatoscopio ottico, uno strumento che permette di analizzare la struttura morfologica della lesione e di individuare le strutture interne che la costituiscono.

Il dermatoscopio è supportato da una lente illuminata, che irradia la parte con un raggio incidente; più precisamente, la sorgente luminosa che colpisce la cute è collegata a una telecamera o a un microscopio che consentono di analizzare alcune ultrastrutture sia pigmentarie che vascolari in grado di individuare dei pattern specifici. Inoltre, gli strumenti digitali consentono di conservare le immagini e di poterle quindi confrontare nei controlli successivi.

L’epiluminescenza si usa nel riconoscimento di tutti i tumori cutanei, dal melanoma ai carcinomi cutanei e alle cheratosi attiniche, dai dermatofibroma ad altre forme tumorali non melanocitarie.

L’elevata accuratezza diagnostica dell’epiluminescenza, la sua non invasività, associate alla praticità d’utilizzo e all’economicità della metodica, sono tutte caratteristiche che hanno permesso di conferire alla dermatoscopia il primato tra le tecniche di riconoscimento non invasivo di affezioni dermatologiche di varia entità.

AUTOESAME ABCDE

ASIMMETRIE rispetto all’asse principale della lesione

Alterazione dei BORDI

Alterazione del COLORE, non omogeneità, aree rossastre o zone più scure.

DIMENSIONI in accrescimento o superiori ai 6 mm.

EVOLUZIONE

In realtà, la combinazione di tutti i fattori precedenti devono fare aumentare l’attenzione nei confronti di una lesione melanocitaria sospetta. Ricorda inoltre di controllare anche figli, mariti, compagni, amici!

CHIRURGIA DERMATOLOGICA

Dermatologist removes mole electrocoagulation method.

La chirurgia dermatologica si occupa dell’asportazione di lesioni cutanee benigne e maligne che non possono essere trattate con metodiche alternative.

Il dermatologo che si occupa di chirurgia segue delle procedure standardizzate che prevedono:

  • un’attenta anamnesi del paziente,
  • la scelta della tipologia di anestesia locale da somministrare, se tronculare o per infiltrazione diffusa,
  • la scelta del farmaco adeguato al singolo caso.

L’asportazione può essere semplice, diretta, o con l’ausilio di tecniche di rotazione di lembi nei casi in cui le lesioni abbiano grandi dimensioni o siano in zone particolari in cui l’asportazione semplice non è possibile. La scelta di suture adeguate permetterà nella maggior parte dei casi di ottenere un ottimo risultato estetico. Infine, importantissima nella procedura è l’effettuazione dell’esame istologico con cui il dermatopatologo confermerà la diagnosi posta dal dermatologo. Successivamente, il dermatologo curerà il decorso della cicatrice ottenuta con svariate metodiche strumentali per ottenere la quasi totale scomparsa delle lesioni.

TERAPIA FOTODINAMICA (PDT)

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La terapia fotodinamica è una metodica non invasiva che consiste nell’utilizzo di una sostanza fotosensibilizzante per uso topico o sistemico, attivata da una luce che emette una luce rossa con una specifica lunghezza d’onda.

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Mediante fenomeni fotofisici, fotochimici e fotobiologici la combinazione fra sostanza e luce provoca la morte delle cellule che hanno accumulato maggiormente il farmaco sensibilizzante, cosa che avviene in cellule a rapida crescita come in alcuni tumori cutanei epiteliali, basaliomi e cheratosi attiniche o in patologie infiammatorie nel caso dell’acne e della rosacea.

Ottimi risultati si ottengono anche nel “ringiovanimento”, specie se viene effettuata una terapia combinata.

Le stesse lampade utilizzate nella PDT, rossa e blu, possono essere applicate senza l’uso del fotosensibilizzante in svariate patologie, dall’acne alla caduta dei capelli e nell’invecchiamento. Viene così effettuato il trattamento di biofotomudulazione in cui le luci stimolano direttamente l’organo bersaglio con attività antiinfiammatoria, plastica e antirughe.